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Orta San Giulio. Palazzo Bossi

Pubblicato : Venerdì, 25 Gennaio, 2019 - 17:39

 

Oggi sede del Municipio di Orta, questo edificio sorge nel cuore del paese, sul luogo di una preesistenza medioevale. Nella seconda metà del ‘700 l’antica casa fu prolungata verso il lago assumendo la caratteristica pianta a L, con un braccio lungo la via principale ed uno interno che appunto si spinge verso il lago. Chiude questo giardino direttamente sul lago, la scultura in bronzo di un pittore che immortala l'isola nella sua tela.

 

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Orta San Giulio. Sacro Monte

Pubblicato : Giovedì, 24 Gennaio, 2019 - 18:16

 

Posto in posizione panoramica, sulla sommità di un promontario affacciato sul lago, questo Sacro Monte è dedicato alla vita e ai miracoli di San Francesco d'Assisi. Formato da 20 cappellette fu edificato in tre distinti periodi, tra il 1590 e il 1788, sulla spinta della controriforma, per contrastare la presenza luterana. Questo Sacro Monte, insieme ad altri 8 sparsi fra Piemonte e Lombardia prealpina, sono stati dichiarati dal 2003 Patrimoni dell'umanità UNESCO.

 

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Orta San Giulio. La Salita della Motta

Pubblicato : Mercoledì, 23 Gennaio, 2019 - 15:44

 

Questa breve strada lastricata è una delle vie più suggestive di Orta. Nei pochi metri che la compongono, a partire dalla sua partenza in piazza Motta, può vantare alla sua sommità la Chiesa di Santa Maria Assunta, la cui forma attuale sembra risalire al XIV secolo. Inoltre alcuni dei palazzi più belli e storici del comune sorgono proprio lungo questa via: Palazzo Gemelli, la Casa dei Nani e Palazzo Penotti Ubertini incorniciano la discesa dalla chiesa fino al lago.

 

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Orta San Giulio. Palazzo della Comunità

Pubblicato : Martedì, 22 Gennaio, 2019 - 18:26

 

Sorto nel 1585, è stato il luogo e il simbolo del lungo autogoverno di cui ha potuto godere Orta. Proprio qui il Consiglio Generale esercitava il suo potere legislativo ed esecutivo. L'ampio porticato a livello stradale, è collegato tramite una scaletta esterna, all'unica grande sala del primo piano. Le pareti esterne sono decorate con gli stemmi di alcuni dei vescovi di Novara che si succedettero nel governo della regione, oltre al simbolo di Orta accompagnato dalla scritta "Ortus Conclusus".

 

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Orta San Giulio. Piazza Motta

Pubblicato : Lunedì, 21 Gennaio, 2019 - 19:47

 

Centro pulsante della vita ortese, è un vero e proprio salotto all'aperto affacciato sul lago. La piazza rettangolare è delimitata nei suoi lati più lunghi, da un lato, da una serie di variopinte facciate d'epoca e, dall'altro, dalla riva stessa del lago, punto di attracco per i traghetti verso l'isola. Molto piacevole godersi la vista del lago e delle montagne circostanti, con l'isola che svetta in primissimo piano, comodamente seduti sulle panchine riparate dall'ombra di grossi alberi. Nell'angolo a nord sorge il palazzo della Comunità, uno stupendo broletto del XVI secolo.

 

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Ricette novaresi: Risotto al Gorgonzola

Pubblicato : Mercoledì, 4 Aprile, 2018 - 15:50

 

INGREDIENTI

300 g. di riso Carnaroli  •  1 cipolla bionda di Cureggio e Fontaneto  •  1 bicchiere di vino bianco  •  4 mestoli di brodo vegetale  •  150 g. di Gorgonzola piccante  •  1 noce di burro

 

Preparazione:

Tritare la cipolla e preparare un leggero soffritto rosolandola nel burro. Quando la cipolla sarà dorata aggiungere il riso e farlo tostare fino a trasparenza. Versare quindi il vino bianco e lasciarlo sfumare. Insaporire il riso con il Gorgonzola piccante e continuare la cottura per circa 15 minuti aggiungendo a poco a poco del brodo di verdure preparato con carote, cipolla, sedano e un po' di sale. Lasciare riposare il riso nella pentola per circa 4 minuti e mantecarlo quindi con il burro che deve essere tenuto a temperatura abbastanza fredda. Impiattare e guarnire con una fettina di Gorgonzola piccante.

 

San Gaudenzio, la storia sotto la Cupola

Pubblicato : Martedì, 27 Marzo, 2018 - 18:42

Stavi cercando qualche informazione in più sulla Cupola di San Gaudenzio? Ecco il linkhttp://lecollinedimaggiora.com/it/san-gaudenzio-la-cupola-di-novara

 

Difficile, se non difficilissimo, parlare di San Gaudenzio di Novara senza associarlo direttamente alla celeberrima Cupola. Eppure la basilica di San Gaudenzio ha una storia che precede di circa 3 secoli quella della sua stessa Cupola, che non verrà ideata, ma soprattutto realizzata, prima della seconda metà dell'Ottocento. Una chiesa dedicata al santo novarese (primo vescovo di Novara nel 400 d.C.) esisteva già a partire dall'anno 841. Questa però sorgeva in posizione differente dall'attuale e, trovandosi fuori dalle mura cittadine, a metà del Cinquecento fu definitivamente distrutta. Tra il 1552 e il 1552 gli spagnoli decisero di trasformare Novara in una piattaforma militare e, a tale scopo, distrussero tutti gli edifici fuori dalle mura, inclusa la prima chiesa di San Gaudenzio.

Dopo che la città scampò miracolosamente alla gravissima epidemia di peste del 1576, si decise di ricostruire la Basilica, questa volta nel centro cittadino, nel punto più elevato della città. Qui sorgeva una precedente chiesa, dedicata a San Vincenzo, che venne distrutta per far luogo alla nuova chiesa. Il progetto fu affidato ad uno dei migliori architetti dei tempi, e uomo di fiducia di San Carlo Borromeo: Pellegrino Tibaldi.  La prima pietra viene posata nel 1577, ma serviranno circa 80 anni per completare la chiesa nelle sue strutture fondamentali. Le difficoltà economiche sempre crescenti rallenteranno notevolmente i lavori. Per raccogliere i fondi necessari sarà necessario fare più volte ricorso all'arbitrio del sesino: un'imposta per ogni libbra di carne non bovina acquistata in città.

Nel 1659, per dirsi completa, mancava solo una degna sistemazione delle reliquie del santo patrono. Questo avverrà tra il 1674 e il 1710, con la costruzione dello Scurolo, uno scrigno di marmi e bronzi nel quale viene posta l'urna di San Gaudenzio. Il solenne trasporto delle reliquie avvenne nel 1711 con una grandiosa processione per le vie della città. La devozione dei novaresi verso il loro patrono è ancora oggi molto forte, e ogni anno si rinnova con le celebrazioni che iniziano il 21 gennaio dell'Apertura dello Scurolo, mentre il 22, giorno della festa patronale, un lungo corteo percorre le vie e le piazze che collegano il Duomo alla basilica.

 

San Gaudenzio, la Cupola di Novara

Pubblicato : Domenica, 18 Marzo, 2018 - 14:50

Vorresti sapere la storia della Basilica prima della costruzione della Cupola? Ecco il link: http://lecollinedimaggiora.com/it/san-gaudenzio-la-storia-sotto-la-cupola

 

Ogni città ha il suo monumento simbolo e, senza ombra di dubbio, il ruolo indiscusso di emblema di Novara spetta alla Cupola di San Gaudenzio. Entrando in città, sono molteplici i punti da cui si potrà ammirare la Cupola troneggiare benevola su Novara. Per ironia della sorte, il monumentale edificio è spesso più visibile da lontano rispetto alle vie del centro storico della città, sorgendo non già in una grande piazza o in un'ampia arteria cittadina, ma piuttosto in una stretta via.

La Basilica fu consacrata già a fine Cinquecento, anche se in realtà i primi lavori procedettero a rilento per oltre un secolo, a causa delle continue guerre e pestilenze. L'idea di un coronamento monumentale era ormai nell'aria da molto, ma solo nel 1825 si ebbero le condizioni ideali (specie economicamente) per un grandioso progetto. Nel 1840 la realizzazione venne commissionata all'architetto Alessandro Antonelli, che un paio di decenni più tardi creerà la sua opera più famosa: la Mole Antonelliana di Torino. Oltre alla costruzione della cupola gli viene commissionata anche il rifacimento della facciata; questo secondo punto però non verrà mai completato e verrà realizzata solo la porta in noce con rosoni e teste in ferro fuso.

In anni in cui stava prendendo piede l'architettura del ferro, Antonelli fa la scelta opposta: 2046 metri cubi di mattoni di provenienza esclusivamente locale. L'opera pesa 5572 tonnellate, esclusi gli arconi. L'impresa costituisce un unicum nella storia dell'architettura mondiale, e rappresenta una delle strutture più ardite dell'epoca. L'esterno della struttura è scandito da una geometria di vuoti e di pieni e da due colonnati che contribuiscono a dare la sensazione di ancora maggior slancio; si riesce inoltre ad intuire la successione di cerchi che compone la struttura e che gradualmente sale verso il cielo. La cupola è sostenuta da quattro copie di archi di muratura che vanno vanno ad innestarsi sui pilastroni d'angolo del presbiterio tardo-cinquecentesco.

Nonostante i lavori siano durati quasi 50 anni, completandosi ufficialmente nel 1887, l'opera non fu mai completata; nelle intenzioni dell'architetto la seconda cupola interna, che oggi appare bianca, sarebbe dovuta essere decorata con una serie di affreschi visibili dal basso. Analogamente anche i colonnati esterni dovevano essere arricchiti da una serie di statue.

In ogni caso la cupola è da allora vanto e orgoglio per tutti i novaresi, che l'hanno idealmente eletta a simbolo della città.